Ottava Uscita

01.01.2022

La Nuova Normalità

Auguste Rodin a Roma

Porta dell'Inferno al Quirinale:

Transizione della Cultura

PAGINA 1

PAGINA 2

Fred and Ginger 


Sembra un capolavoro della follia umana!

Nel centro di Praga è stata edificata la Casa Danzante dall'architetto Vlado Milunic in collaborazione al canadese Frank Gehry.

Precedentemente distrutto dai bombardamenti della seconda guerra mondiale i lavori a ridosso del fiume sono iniziati nel 1994 e terminati nel 1996.

Praga 

(Repubblica Ceca)

Tancìcì dum

La Casa danzante

L'edificio chiamato Fred and Ginger in relazione ai due ballerini americani: siamo in presenza di elementi Neobarocchi proiettati verso un Decostruttivismo eclettico spinto ai canoni Neogotici tipici dell'Art Nouveau diffusi per il centro di Praga.

Al tempo della sua edificazione si sperava che il polo culturale decollasse rilanciando l'economia della città: in fin dei conti il suo progetto si è realizzato considerato il fatto che ospiti al suo interno uffici di alcune multinazionali ed all'ultimo piano un prestigioso ristorante francese da cui è possibile ammirare uno splendido paesaggio.

Resta una struttura unica nel suo genere. 

Parigi. Musée Jacquemart-André

"Artiste et designer"

Alessandro di Mariano

di Vanni Filipepi detto Sandro Botticelli

Madonna col Bambino (1467)

Durerà fino al 24 gennaio 2022 la mostra parigina interamente dedicata all'artista fiorentino ed al suo lavoro accostato a quello di altri pittori attivi nella Firenze influenzata dal suo inequivocabile stile. Oltre una quarantina di opere provenienti dalle collezioni di tutto il mondo determineranno il grande genio toscano: la mostra è incentrata sul lavoro di Botticelli oltre che quello della sua bottega e degli artisti che hanno gravitato intorno a questo universo composito.

Maschio Angioino di Napoli

DAVID LACHAPELLE

Nello scenario del Maschio Angioino si è aperta una mostra di opere inedite di David Lachapelle in cui oltre una quarantina di opere inedite tratte dal suo percorso creativo iniziato negli anni '80.

Ecco allora presentare i canoni di una civiltà occidentale alla deriva mentre il tempo la contamina sino a destrutturarla intimamente: dall'universo classico alla perfezione rinascimentale ripristinati secondo un senso decadente, polemico, sacrilego. In antitesi al clima di assuefazione culturale dettata dal bon ton medioborghese l'artista americano riesce ancora a mettere l'etica, il gusto e la dimensione del sacro in profonda discussione generando quesiti che dovrebbero far parte di una civiltà pensante e non ridotta a misera macchina replicante (di stereotipi dettati dal Mainstream). 

Caratteri che evidentemente ha ereditato dagli insegnamenti di Andy Warhol che all'età di diciassette anni lo assunse nel Interwiew Magazine. La mostra partita l'8 dicembre 2021 si concluderà il 6 marzo 2022. 

PAGINA 3

Simon Bar Kokheba

Il LIBERATORE

Il romanzo Storico

Di Andrea Domenico Taricco

Nell'anno del Signore 135 d.C. venne in Gerusalemme un uomo chiamato Simon Bar Kokheba. Costui svolse una vita semplice studiando i testi antichi e rifugiandosi nella preghiera fino al momento in cui decise di scendere in campo ed affrontare l'Impero Romano. All'epoca l'imperatore Adriano non lo prese sul serio ma il Liberatore fu interrogato dal Sinedrio e proclamato il Re di Israele. Un secolo e mezzo circa dalla morte in croce di Gesù Cristo la storia ufficiale tace su questo personaggio enigmatico realmente esistito e vissuto nell'universo di un impero al culmine del suo potere temporale.

Ebbene a differenza di quanto è stato narrato dall'avvento del Messia il fratello reincarnato di Gesù mosse questa volta guerra all'Impero e per oltre sette anni le legioni furono messe a dura prova anche se poi alla fine ebbero la meglio: i discepoli si dispersero e Simon riuscì a fuggire ed a nascondersi tra le montagne dove trovò in vecchiaia la forza ed il tempo di scrivere lo Zohar tramandando ai suoi seguaci la sapienza alchemico-esoterica raccolta poi nei secoli successivi dagli esoteristi e dagli studiosi di Cabala. Le notizie su questo Liberatore andarono disperse e dopo circa un altro secolo e mezzo dalle contrapposizioni tra i Tetrarchi dell'Impero spiccò Costantino il quale riunificando a sé l'impero decise di convertirlo proprio al culto cristiano che fino a qualche tempo prima era relegato a setta pericolosa altamente perseguitata. I concilii filo - teologici ebbero lo scopo di riunificare le diverse interpretazioni del dio orientale soggetto a sincretismi con il politeismo antico connesso al culto mitraico ed israelitico.

Connessioni che dettero identità al nostro Cristo sino ad associazioni e sovrapposizioni proprio con il secondo Gesù venuto a Gerusalemme un secolo e mezzo dopo il primo. Gli insegnamenti dei due maestri si intersecarono scambiandosi nei secoli caratteristiche e manifestazioni distintive ed inequivocabili. Eppure la storia ha evidenziato il primo trasformando i fati storici in epica mitologica ed in religione rivelata mentre del secondo si sono perse definitivamente le tracce facendo scadere i suoi insegnamenti a formule alchemiche ed a credenze popolari.

Queste le motivazioni che mi hanno spinto a compiere ricerche sul misterioso personaggio realmente esistito e conseguentemente bistrattato, rinnegato e cancellato dalla cultura storica e religiosa: forse il timore da parte delle istituzioni religiose di creare equivoci tra i fedeli? Se il Sinedrio rinnegò il primo Gesù divenuto il Figlio di Dio dei Cristiani perché il secondo Gesù venuto un secolo e mezzo dopo e proclamato Figlio di Dio e Liberatore proprio dal Sinedrio sarebbe stato completamente dimenticato dalla Grande Storia?

Il mistero su Gesù torna nuovamente alla ribalta attraverso questi spunti che fondono realtà e fantasia in un romanzo storico avvincente che pone interrogativi filosofici a questioni che rimarranno perennemente nell'oblio.   

PAGINA 4

Esoterismo. Arte e mantra

L'ispirazione teosofica della Lucis Trust

Aria mortifera di un'epoca in crisi: simboli occulti del male dominante?

"Da New York a Roma"

Si è chiusa oramai da diverso tempo l'esposizione intitolata Carthago, il mito immortale nel Parco Archeologico del Colosseo di Roma in cui raccontando la storia del popolo cartaginese che tenne testa a Roma nello scontro per l'egemonia del Mediterraneo. Quello che a noi interessa però è l'immagine del Moloch, l'idolo di cartapesta utilizzato per il film Cabiria di Pastrone esposto al Museo del Cinema di Torino ed ora riutilizzato per esprimere il senso di minaccia di una forza luciferina pronta a scardinare la centralità dell'impero.

Le polemiche per l'esposizione del dio Baal non sono mancate spingendo i superstiziosi ad imprecare sdegno per l'indegna collocazione di un dio per il quale avvenivano sacrifici umani: il direttore Marco Respinti dell' International Family News descrive questo un momento non buono per il nostro Paese e la nostra cultura. L'immagine del caprone come espressione di caos, degrado, decadenza è apparso innanzi al Colosseo nell'autunno del 2019; poi nella primavera del 2021 spunta un caprone ligneo a Milano in Piazza Gae Aulenti infine giunge nell'autunno 2021 in concomitanza con il G20 l'esposizione temporanea della Porta dell'Inferno di Rodin per proporre la celebrazione dei settecento anni di Dante Alighieri. Insomma, si respira aria di apocalisse tra la pandemia, restrizioni ed emergenze finanziarie internazionali. Stranamene proprio l'Italia è stata scelta come meta celebrativa del Covid a differenza di altre nazioni che hanno deciso di relegae la malattia a normale influenza. Chissà come andrà a finire.

PAGINA 5

Non è un caso che proprio nella sede centrale del Palazzo di Vetro dell'ONU di New York siano collocati nella Meditation Room un affresco ed un blocco di ferrite cristallina. L'opera del pittore Bo Beskow emerge per il senso di apertura in contrasto al piccolo ambiente di riferimento in cui tra colori blu e grigi spiccano figure antropomorfiche gialle intorno ad una semisfera nera: elemento particolare è la spirale che diagonalmente squarcia l'opera verticalmente aprendo una direzione verso l'alto quasi come se si trattasse di un fulmine, di un raggio di luce, di un dardo ardente. A bilanciare l'opera è stato il monolito di sei tonnellate posto esattamente al centro dell'ambiente come magnete esoterico atto ad assorbire l'energia della Terra. Come dicevamo non è un caso considerato il fatto che proprio l'istituzione delle Nazioni Unite sia da relazionare alle attività della Lucis Trust ovvero dal principale ente esoterico organizzativo che spingerebbe ad individuare in coloro che ne fanno parte dei prescelti per la salvezza del mondo. Seguendo questo principio la sede delle Nazioni Unite non sarebbe da definire semplicemente come un edificio ma come un luogo di culto il cui scopo sarebbe quello di rievocare il ritorno di Cristo. 

La VETRINA

Maurizio Farina: Mask

La VETRINA in questo numero espone un mostro sacro dell'arte digitale: Maurizio Farina. Ho avuto il piacere di conoscerlo personalmente in mostre collettive svolte a Torino in cui i suoi lavori di piccolo e medio formato mettevano in discussione i canoni estetici degli artisti che mostravano contemporaneamente i propri elaborati. L'operazione di Farina consiste essenzialmente nello scomporre, frammentare, decostruire l'equilibrio della composizione tratta dalla realtà soffermandosi su un dettaglio formale in cui l'armonia/disarmonia cromatica giocherà un ruolo fondamentale nella ricreazione dello spazio virtuale. Questo processo Dimensionale permette al nostro artista di percorrere universi alternativi carichi di impressioni emotive in cui gli slanci concettuali del suo criticismo sintetizzeranno l'emotività da cui tutto è originato. Questo gruppo di Cyber artisti vengono inseriti nel racconto fanta-artistico che avverrà durante il prossimo passaggio dell'asteroide 99942 Apophis: secondo questo presupposto narrativo verrebbe costruito lo spazio RC3 meglio progettato dal sottoscritto come Seraféo.

Siamo lieti di esporre su RC3 i suoi lavori: https://rc3.jimdosite.com

PAGINA 6

Samuel Beckett

Quando parliamo di Samuel Beckett ci riferiamo ad una forma di espressione artistica in cui il paradosso serviva all'ingegno umano per penetrare le barriere dello spirito e destrutturare l'io pezzo dopo pezzo sino ad annientarlo del tutto: dal fallimento della parola sino al principio di indeterminazione dell'essere ed all'incapacità di narrare poiché rivelata l'impotenza dell'inequivocabile. La tragedia del teatro beckettiano consiste nel mettere a nudo le maschere dell'illusione e dell'artifizio. Pensiamo a En Attendant Godot scritta nel dopoguerra e pubblicata nei prima anni '50 in cui lo svuotamento del linguaggio e di situazioni che restano imbrigliate nell'illusione di un tempo sospeso mentre i due protagonisti devono ingannare sé stessi nello spazio al limite dell'attesa.

Il loro attendere qualcuno si trasforma nel dramma esistenziale dell'attesa della morte nel senso dell'inutilità cosmica delle cose.

Beckett si mosse nel clima culturale del primo '900 in cui la psicoanalisi entrava nella letteratura e nel teatro per rappresentare stati filosofici ed esistenziali della realtà. Tra le due guerre questi concetti sarebbero stati disvelati spingendo il bene ed il male al massimo della propria manifestazione: il suo stile freddo, a volte dissociato dal lettore spinge quest'ultimo a trovare in se stesso un'ancora di salvataggio scoprendo in fin dei conti di riappacificarsi con l'assurdità (appunto) della vita.

PAGINA 10

META

La Nuova frontiera di Zuckerberg

Da qualche tempo il creatore di Facebook ha annunciato che la holding Meta del composito gruppo (Facebook, Whatsapp, Instagram ed Oculus) presto si riunirà nella nuova realtà digitale a cui è seguita subito la replica di Microsoft che indica proprio il 2022 come data di introduzione della piattaforma Teams attraverso una funzione denominata Mash. Oramai ci siamo!

Gli utenti avranno a disposizione un Avatar per comunicare tra loro in diversi spazi digitali che rivoluzioneranno la rete ed il tipo di rapporti sociali aumentati.

Mark Zuckerberg ha investito oltre cinquanta milioni di dollari in questo progetto nato dal libro di fantascienza SNOW CRASH (1992) di Neal Stephenson in cui immaginava la sostituzione degli avatar alle nostre singole esistenze: ciò che sarà realmente possibile è quello di interfacciarsi alla virtualità mediante Oculus 2 da cui si potranno svolgere normali attività lavorative, conferenze, shopping utilizzando cripto valute. Sarà l'opportunità di conquistare un nuovo spazio interattivo e generare investimenti sostanziosi.

Il flusso globale di dati e denaro sarà enorme tanto da rendere lento il 5G: nasceranno nuovi spazi, nuovi collezionisti ed acquirenti e forme di lavoro alternative che non esistono nel nostro mondo reale eppure l'intelligenza artificiale acquisirà la totalità della conoscenza dei nostri dati personali in modo che qualsivoglia informazione sarà prevista dall'algoritmo quantistico che come un oracolo spingerà l'umanità a credere in una nuova super-intelligenza: il metaverso appunto rappresenta la mutazione definitiva dell'homo Sapiens nell'homo Technologicus in modo che i criteri di valutazione del singolo individuo saranno manipolati dall'ordine centrale. I guai non finiscono qui: dall'altra parte del mondo?

In questo universo distopico viene in mente in maniera complementare il criterio di punteggio stabilito attualmente dal governo cinese secondo cui il sistema di Credito Sociale ne considera i presupposti di affidabilità attraverso una misurazione costante: per far questo si servono di immagini catturate dai dispositivi di sorveglianza, dai commenti in rete, persino dall'acquisto di prodotti mediante costanti riconoscimenti facciali delle tecnologie od i sistemi di geo-localizzazione.

In questo modo nelle terre del Dragone la tecnologia già incombe sull'uomo mentre al di qua del pianeta in cui finiremo saremo noi stessi dentro la tecnologia per via volontaria e democratica. Mi domando: e coloro che non vorranno farne parte avranno ancora peso o risonanza?

Insomma come stabilito dalle imponenti multinazionali e da prestigiosi gruppi finanziari mentre l'Asia raggiungerà entro breve il controllo totale della realtà mediante l'Iper-sorveglianza l'Occidente lo raggiungerà in maniera inversa attraverso Internet illudendo così le persone di essere libere nella realtà virtuale.

Sembrano scenari fantascientifici eppure i dati confermano queste ipotesi anzi, mio malgrado sostengo con certezza che da qui ad un decennio saremo completamente dentro a questo sistema distorto.

PAGINA 11

Accadde davvero
Ancora braghettoni

Expo di Dubai. Fino a marzo '22

Censurato il David

E' interessante questo ritorno alle origini pensando all'effetto che ha suscitato la riproduzione a grandezza naturale del David di Michelangelo esibito all'Expo di Dubai e censurato perché superava i limiti della decenza. Il direttore del Padiglione Italia Davide Rampello ha risposto alle polemiche stabilendo il valore di bellezza posto al centro di questo Teatro della Memoria. A prescindere dalle polemiche comprendiamo di essere stati ospitati in un paese di tradizione islamica e qualsivoglia scontro culturale fa capo ad un sistema di tradizioni ed usanze che la diplomazia intellettuale ed il buon senso dovrebbero mettere a proprio agio senza inasprire gli animi come se si trattasse di chissà cosa: metteremmo il burqua alla Gioconda? L'arte intanto sorride innanzi a queste scaramucce: Michelangelo ad esempio è abituato a far discutere dei suoi nudi. Pensiamo a Daniele da Volterra meglio noto come il Braghettone il quale intorno al 1565 dopo i dettami del Concilio di Trento coprì le nudità del Giudizio Universale. Possibile che in circa cinquecento anni ancora stiamo a parlare di certe cose? Forse avremmo dovuto evitare questo tipo di concettualità e mantenere in auge la sfera del buon senso.

LA MIGLIORE OFFERTA

Giuseppe Tornatore

Capolavoro del 2013 di Giuseppe Tornatore: vincitore con Il David di Donatello di una serie di riconoscimenti il film narra le vicende del battitore d'asta Virgil Oldman il quale accumula una serie di opere femminili vivendo nella completa solitudine. Questo modo di esistere continua sino all'incontro di una ragazza misteriosa chiamata Claire la quale non facendosi vedere chiede di catalogare gli oggetti di valore della villa dei suoi genitori: sino all'incontro fatale che si tramuterà in una storia d'amore. 

La freddezza iniziale si converte in passione e dedizione sino a quando decidono di andare a vivere insieme. In un momento di debolezza svela la sala segreta delle sue opere: la sua assenza per un'asta a Londra avrà su di lui delle ripercussioni sgradevoli.

Tornato dal viaggio di lavoro non solo non troverà più la tanto amata Claire, neppure le centinaia di opere che aveva così gelosamente collezionato nel corso della sua vita.

Sperando ancora nell'amore così come nella magia dell'arte si affida al destino e corre a Praga, città d'origine della ragazza e lì affitta un alloggio nella Piazza dell'Orologio portando il ritratto senza valore della madre di lei. La scena che chiude il film e che ne diviene l'emblema assoluto è nel finale: sulle note di Night and Day lui ordina in attesa del suo arrivo.

La macchina da presa indieteggia lasciandolo solo sullo sfondo mentre tutti mangiano in compagnia e parlando. Lui è solo, nella tremenda sala degli orologi in cui il tempo ossessionante lo circonda, riempiendo l'ambiente di persone vuote che per lui non rappresentano niente: il cameriere lo serve mentre la macchina da presa ci descrive la tragedia di un uomo che ha dedicato l'intera sua vita al lavoro e che una volta, una volta soltanto che si è lasciato andare ai sentimenti è stato preso in giro perdendo tutto ciò che aveva messo da parte nella sua piccola vita mediocre. Mi soffermo su questa immagine perché in essa trovo la sintesi perfetta del significato delle cose quasi come un monito, un insegnamento che Tornatore ci dà al culmine della sua carriera artistica: Virgil siamo noi, i sognatori impavidi che vivono seguitando gli schemi mentali della ripetizione quasi come un mantra, uno scudo, una protezione dal resto del mondo. Eppure sognava di realizzare quei volti di donne sui quadri e lo concretizza nell'amore che gli toglie tutto. Infine lo zoom indietro riporta a La Folla (1928) di King Vidor in cui i protagonisti divengono parte della sala piena. 

PAGINA 12

Art Design


MOKA:

la rivoluzione dei costumi


Made in Italy (1933)


Nel 1933 Alfonso Bialetti crea la moka da un semplice disegno industriale che poi è divenuto celebre in tutto il mondo: nonostante le modifiche la forma ottagonale in alluminio è diventata marchio di fabbrica seguitando quello che ancora definiamo made in Italy. 

Una curiosità: il nome deriva dalla città araba dello Yemen Mokha da cui partivano le navi stracariche di caffè per l'occidente e fu proprio Voltaire nel Candido a descrivere per la prima volta la Moca in relazione al viaggio del protagonista nell'Impero Ottomano.

Tutto ebbe inizio quando Alfonso Bialetti nel 1919 circa un secolo fa aprì a Crusinallo in provincia di Verbania un'officina per la produzione di semilavorati in alluminio e da quel momento dette alla luce Moka Epress dal Design Decò in cui fu stravolto il modo di preparare il caffè e portando sul mercato internazionale la grande immagine delle risorse italiane. 

Nello scrivere queste righe, nel vedere lo sforzo di uomini comuni, di padri di famiglia che davano tutto per il bene del prossimo: era l'Italia delle eccellenze, era l'Italia che credeva. 

Semplici aziende venute dal nulla e uomini comuni con piccoli sforzi generavano opere grandiose. 

Il nostro passato è grande e non dobbiamo assolutamente scoraggiarci!


007

George Robert Lazenby


Ancora oggi dire George Lazenby non significa molto: forse quelli della mia generazione ricordano il bel volto dell'attore che interpretò il ruolo di 007 dopo Sean Connery che lo aveva reso celebre. Australiano, venne in Europa con l'intento di far carriera e dopo numerosi lavori umili ebbe l'ardore di presentarsi ai provini e sfidare la produzione, i registi ottenendo un po' per l'aspetto un po' per la sfacciataggine l'ambito ruolo della spia britannica.
Fece vita dissoluta all'apice di una carriera improvvisa sfilando sulle passarelle di tutto il mondo sino poi ad essere riconosciuto solo per il personaggio James Bond, l'agente segreto 007 e non per l'attore Lazenby: negli anni che seguirono come si era avvicinato allo Star System così se ne allontanò e divenne un caso mondiale.
Improvvisamente si fece crescere la barba decidendo di non recitare più tornando così nell'oblio da cui era venuto. Fu intervistato, seguito ed in molti tentarono di comprendere le ragioni della sua scelta eppure non dette una reale spiegazione: voleva semplicemente una vita normale lontano dai riflettori. 

PAGINA 13

Rotterdam (Paesi Bassi)

PANOPTICON

Depot Boijmans Van Beuningen

Nei primi di novembre di due mesi fa è stato inaugurato il primo deposito al mondo di opere d'arte aperto al pubblico: oltre centocinquanta opere d'arte tra cui Kandinsky, Van Gogh, Rembrandt, Bosch.

In quest'area della città nordica dedicata al museo Boijmans ed il museo Kunsthal il Deposito vuole mostrare come si custodisca un'opera d'arte, un disegno, una stampa e lo spettatore potrà muoversi tra le griglie verticali e gli espositori distinti non per periodo storico o movimento pittorico quanto per necessità di conservazione e lavoro di restauro secondo cui sono stati catalogati e classificati i singoli capolavori.

L'architetto Winy Mass ha definito lo spazio a forma di tazzina considerandolo un Panocticon ovvero un edificio attraverso cui è possibile avere una vista delle opere da qualsiasi punto di vista. 

Arte del Fumetto

Braccio di Ferro (Popeye)

Elzie Crisler Segar fu il creatore di Braccio di Ferro (Popeye) esattamente il 17 gennaio 1929 in una serie di strisce per fumetti che poi presero il largo nel mondo dei giornaletti e dei cartoni animati emigrando così dall'America in Europa.

In Italia giunse a metà degli anni'30 con il titolo italianizzato Il teatro dei bei tipi chesuccessivamente fu tradotto in Popeye.

Sappiamo infatti che divenne talmente celebre negli anni della guerra da dedicargli una serie di fumetti che presto fecero il giro del mondo. 

Braccio di Ferro rappresentava l'immagine del salvatore in soccorso agli oppressi: il marinaio americano per eccellenza che deve salvare le persone in pericolo in antitesi al perfido Bruto ed in rivalità per la smilza Olivia. Una sorta di contrapposizione tra eroe ed antieroe per l'oggetto di valore rappresentato dal soggetto femminile.

Eppure il giovane marinaio non ha la prepotenza e la forza di Bruto: spesso Olivia cede alle lusinghe di quest'ultimo sino a sceglierlo nell'eterna competizione per il migliore.

Eppure l'arroganza e spavalderia di Bruto la porteranno nell'inganno e nei guai dai quali l'escluso (Braccio di Ferro) servendosi della pozione magica (barattolo di spinaci) trova la superpotenza per affrontare quel bestione e vincerlo là dove precedentemente troneggiava.

Sappiamo che Segar inizialmente aveva affiancato Braccio di Ferro al protagonista Castor Oyl il quale partendo per l'Africa necessitava di un capitano per condurre la nave in mezzo a mille avventure ed incontrò il comprimario Popeye. Da quel momento le avventure del marinaio prenderanno il sopravvento trasformando la spalla in protagonista assoluto di una serie che troverà fortuna non solo nel mondo dei fumetti ma sopravvivendo al dopoguerra sino ad inserirsi nell'immaginario delle nuove generazioni attraverso i giornaletti, i cartoni animati e persino nel cinema.

Caratterizzato dalla pipa, dalle braccia tatuate e dalle gambe corte oltre ad Olivia Oyl è affiancato da coprotagonisti come il piccolo Pisellino trovatello adottato da Popeye così come Poldo scroccone adulatore affamato di hamburger amico della coppia.

Personaggi che tipizzavano un'America salvatrice per mezzo di spinaci, di carne di hamburger, di trovatelli: Braccio di Ferro osserva, subisce, viene scavalcato dalla prepotenza e superiorità di Bruto che sembra vincere qualsiasi competizione ma alla fine il marinaio guercio di un occhio ha la meglio e mette in salvo la sua amata e le persone a lui care. Il simbolo insomma di un'America burbera ma buona! 

PAGINA 14

CHIUDE:

Rinascenza Contemporanea II

L'ennesima serranda che si abbassa

Lo spazio espositivo Rinascenza Contemporanea II dopo cinque anni di vita a Torino chiude. Si compie così la stagione 2021 entrando così nel fatidico 2022! Dico fatidico perché concretizza una profezia personale e segna il passaggio a qualcosa di esaltante per la mia esistenza professionale! In questa terza annata pandemica infatti si compie il Decennio di Rinascenza Contemporanea dalla sua creazione: nello specifico (RC) è stato concepito nella città dannunziana e sopravvive dal 2012 al 2016 per poi essere trasferito a Torino (RC2) dal 2016 al 2021. Ed ora cosa accadrà? E se fosse in progetto RC3? Staremo a vedere. Un grazie caloroso agli artisti ed alle persone che hanno creduto in me e nel mio progetto convertito nel ciclo di cinque libri "I LIBRI della NATURA" ovvero nella Pentade di testi critico-analitici di storia dell'arte che coronano questo decennio di fantastico lavoro nel mondo dell'Arte. Tutto è partito proprio dalle teorie contenute in questi libri che rappresentano lo scopo definitivo della mia impresa intellettuale. Sono figlio d'arte, sin da piccolo ho visto mia madre insegnante e artista dipingere e questo sentimento profondo si è radicato in me convertendo le mie ricerche tecniche, teoriche e creative dell'arte in uno studio che dai tempi dell'Università al momento in cui diventai giornalista sono rimaste salde in me a prescindere dal mutare dei tempi. E come sempre dalla fine di qualcosa si ricomincia per continuare ad Essere nel flusso perpetuo delle cose"

PAGINA  15

Il
Neorazionalismo

La nuova Babele

La passività dell'uomo attuale è tale da aver spinto le masse ad accettare qualsivoglia sopruso dei propri diritti da parte delle élite dominanti. I media hanno cavalcato l'onda servendo i nuovi padroni mentre le genti disperse come greggi hanno creduto in tutto ciò che gli è stato servito: questi diseredati, disoccupati, reietti dissociati e senza credo politico od orientamento intellettuale si sono lasciati convincere dal menefreghismo benpensante e dal finto benessere ostentato. Dietro l'apparente gentilezza di questi teatrini regna il debito, la finzione ed il freddo calcolo di multinazionali assetate d'anime perse.

Vedo masse disperse senza idee, senza direzione, senza scopo. Solo masse di figli senza gloria. Folle di individui che non legano tra loro come una moderna torre di Babele.

Attraverso questo meccanismo subdolo la menzogna si è insinuata nelle menti ed il senso di (in)appartenenza, così come l'astensionismo od il relativismo ideologico hanno annullato il pensiero intuitivo progressivamente. Gli intellettuali hanno fallito; la cultura è caduta nell'oblio; lo scambio ideologico è oramai contrassegnato dalle etichette e dagli stereotipi. C'è solo una parte, un pensiero unico diversificato in slogan e propaganda.

Ci attende il tempo del Sistema unidirezionale e della tecno-globalità silente in cui le homo-macchine indottrinate obbediranno sistematicamente agli algoritmi prefissati. E su questa nave che affonda ci siamo tutti, ci sono i nostri figli, ci sono i nostri diritti, la democrazia ed il bene comune. Ora è la scienza ad accendere i roghi per l'eretica libertà e l'inquisizione del Neorazionalismo creerà nuovi modelli di pensiero ammesso che un giorno possa ancora essere chiamato in tal modo.

Lo spettro di queste varianti perseguiterà le generazioni future e di tutto l'incubo in corso non rimarrà niente. Cancelleranno tutto come se mai fosse avvenuto. Spero con tutto me stesso di sbagliarmi, di tornare a svegliarmi in un mondo libero in cui ognuno di noi possa tornare ad essere padrone del proprio destino.

Lo auguro a chi come me sta in fila e mascherato in attesa del proprio turno. 

L'astro di NY Keith Haring

Morto oramai da oltre un trentennio ed esattamente nel 1990 Haring ha raggiunto New York trasformandosi in un'icona dell'arte Street frequentando i corsi della School of Visual Art da cui apprese le basi di ciò che lo avrebbe trasformato: esattamente definiva graffitismo il suo modo di intendere la creazione degli anni '80. In poco tempo cavalcò l'onda trasferendo il proprio estro oltreoceano sino a raggiungere l'Europa ed una volta all'apice l'AIDS lo stroncò. Già da tempo era consapevole di essere positivo e la salute divenne sempre più cagionevole giungendo così a Pisa dove realizzò l'ultima sua opera intitolata Tuttotondo sulla parete esterna del convento di sant'Antonio. L'eredità che ha lasciato è vasta in cui il senso pop di tematiche a lui care come l'omosessualità, il razzismo, le diversità affrontano la denuncia ironica e sarcastica di una mente fertile e politicamente attiva: è stato un dissacratore dei valori tradizionali spingendo l'emancipazione e la protesta nei riguardi dei poteri dominanti esaltando il valore umanitario attraverso la beneficenza. A metà strada tra l'illustrazione, il fumetto, la caricatura e la grafica pubblicitaria toccava temi come il sesso, le droghe, l'ingiustizia sociale ma riempendo gli spazi ottenuti dalle figure rigogliose da colori sgargianti che alleviavano il messaggio potente sino a renderlo tollerante per coloro che lo incassavano.

il valore delle sue opere immortali stilizzate, a volte macabre e sarcastiche snatura l'immediata sensazione di infantilismo sprofondando in un'intellettualità consapevole determinata da spesse linee che dividono gli oggetti, le cose, i personaggi: il confine tra una cosa e l'altra diviene nel suo linguaggio espressione di un muro imprescindibile che le culture varie e le superstizioni delle differenti civiltà potranno abbattere solo con il lento procedere del tempo.

Haring fu l'araldo prediletto del capitalismo occidentale e come tale lo combatté quasi come un figlio in una sorta di antagonismo edipico nei confronti del proprio padre ma alla fine lo abbracciò del tutto considerato il fatto che proprio i suoi lavori occupino ancora nelle case d'asta di tutto il mondo una fetta importante degli investimenti da parte di collezionisti facoltosi.  

Untitled (1988). Two Figures with Heart.

Offset Lithograph

Il Periodico d'Arte. Via Genova 23 - 10126 TORINO
Creato con Webnode
Crea il tuo sito web gratis! Questo sito è stato creato con Webnode. Crea il tuo sito gratuito oggi stesso! Inizia